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Approvato il decreto che proroga le missioni italiane all’estero

Sostenere l’impegno dei nostri militari e degli operatori impegnati in missioni di pace all’estero, è un dovere. Per questo ho votato convintamente a favore del rifinanziamento delle nostre missioni che ci vedono impegnati sullo scenario internazionale, pur consapevole delle difficoltà, dei pericoli e delle condizioni in cui spesso siamo chiamati ad operare. Tra i provvedimenti contenuti, c’è anche quello che finanzia il trasporto e autorizza la concessione di armi ai peshmerga curdi nell’ambito della crisi in Iraq e nel contrasto alla furia devastatrice dell’Isis.

La missione principale è quella denominata Isaf, a guida Nato, che “ha il compito di assistere il Governo afgano nel mantenimento della sicurezza a Kabul e in tutto l’Afghanistan – si legge nella relazione illustrativa – favorire lo sviluppo delle strutture di governo, estendere il controllo del governo su tutto il Paese, supportare gli sforzi umanitari, di risanamento e di ricostruzione dell’Afghanistan”. Una missione che impegna lo Stato per circa 185 milioni di euro.
Complessivamente sono quasi 453 i milioni di euro che serviranno a coprire – per l’anno 2014 – le spese per la proroga delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia e per le iniziative di cooperazione allo sviluppo contenute nel decreto Missioni, approvato prima dalle commissioni Esteri e Difesa e quindi dall’aula della Camera. Ora il testo è al Senato per il via libera definitivo.

36 MLN PER BALCANI E 35 MLN PER RICOSTRUZIONE CIVILE Un’altra delle voci di spesa più corpose è la proroga della partecipazione alle missioni nei Balcani, per cui il governo chiede di autorizzare la spesa di circa 36 milioni. Si tratta di tre missioni in Kosovo e di una missione Nato “svolta nell’area balcanica, con compiti di attuazione degli accordi sul cessate il fuoco, di assistenza umanitaria e supporto per il ristabilimento delle istituzioni civili”. Circa 35 milioni, invece, vengono stanziati per “iniziative di cooperazione volte a migliorare le condizioni di vita della popolazione e dei rifugiati, nonché a sostenere la ricostruzione civile in favore di Afghanistan, Iraq, Libia, Mali, Myanmar, Pakistan, Repubblica centrafricana, Siria, Somalia, Sudan, Sud Sudan, Palestina, Yemen e, in relazione all’assistenza dei rifugiati, dei Paesi ad essi limitrofi”. Altre voci riguardano missioni più piccole, in diverse parti del mondo: dalla Georgia alla Libia fino alla Somalia a missioni per il “sostegno ai processi di ricostruzione e artecipazione alle iniziative delle organizzazioni nternazionali per il consolidamento dei processi di pace e i stabilizzazione”.

ARMI A PESHMERGA CURDI: STANZIATI 1,9 MLN PER TRASPORTO Con un emendamento dell’esecutivo viene autorizzata per il 2014 una spesa di 1.965.886 euro “per il trasporto degli aiuti umanitari a favore della popolazione civile irachena effettuato nel mese di agosto, nonché per il trasporto del materiale di armamento ceduto, a titolo gratuito, alla Repubblica dell’Iraq”. Come riferito al Parlamento dalla ministra della Difesa, Roberta Pinotti, questi saranno i numeri degli armamenti leggeri che l’Italia ha intenzione di consegnare ai peshmerga curdi: 100 mg42, 100 mitragliatrici, 250mila munizioni, tutto materiale eccedente per l’Italia. E ancora: mille razzi rpg 7 e mille rpg9, con relative munizioni di fabbricazione sovietica, confiscati dall’autorità giudiziaria a seguito di un sequestro in mare avvenuto anni fa, nel corso del conflitto nei Balcani. La copertura finanziaria dell’emendamento viene individuata con la riduzione di spesa prevista per le missioni italiane in Afghanistan e l’incremento delle risorse per il finanziamento delle missioni internazionali delle forze armate a valere sull’apposito fondo del Mef.

150MILA EURO PER MILITARI IN MOZAMBICO “È autorizzata, fino al 31 dicembre 2014, la spesa di euro 150mila per la partecipazione di personale militare al gruppo militare di osservatori internazionali della cessazione delle ostilità militari nella Repubblica del Mozambico denominato Emochm”.

POSSIBILE ASILO PER COLLABORATORI ISAF AFGHANI I cittadini afghani – si legge in un’altra modifica presentata dal governo e approvata dalle commissioni Esteri e Difesa di Montecitorio – “che hanno effettuato prestazioni con carattere di continuità a favore del contingente militare italiano nell’ambito della missione Isaf” in Afghanistan “e nei cui confronti sussistono fondati motivi di ritenere che qualora permangano in Afghanistan siano esposti al rischio di danni gravi alla persona, a domanda, possono essere trasferiti nel territorio nazionale, insieme al coniuge e ai figli, nonché ai parenti entro il primo grado, per il riconoscimento della protezione internazionale”. Il periodo di permanenza all’interno del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) sarà per un massimo di trentasei mesi “con verifiche a cadenza semestrale”, ulteriormente prorogabile – si legge ancora – “soltanto in presenza di circostanze straordinarie e debitamente motivate, per due periodi successivi, ciascuno della durata di sei mesi”. Agli oneri derivanti dalla modifica, che ammonterennero a 789.921 euro per il 2014, 4.739.525 di euro per ciascuno degli anni dal 2015 al 2017 ed 3.949.604 per il 2018, si provvede, per il 2014, con il Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo e, per gli anni dal 2015 al 2018, con il Fondo rimpatri.

600 MLN PER INIZIO COSTRUZIONE AMBASCIATA A MOGADISCIO Un altro emendamento del governo autorizzata per il 2014 la spesa di 600 milioni di euro “per la prima fase della realizzazione, da parte del ministero della Difesa e d’intesa con il ministero degli Affari esteri”, della nuova sede dell’ambasciata d’Italia a Mogadiscio. Le coperture finanziarie vengono individuate con la riduzione degli stanziamenti, previsti dal decreto, “per assicurare al personale del ministero degli Affari esteri in servizio in aree di crisi la sistemazione, per ragioni di sicurezza, in alloggi provvisori”.

GOVERNO COMUNICHI EVENTUALE SOSPENSIONE MISSIONI LIBIA “Perdurando la situazione di instabilità politica in Libia” il governo comunicherà al Parlamento “l’eventuale sospensione in parte o nella sua totalità delle missioni” in corso.

RELAZIONE POST DECRETO SU SPESE INFRASTRUTTURE Le ministre degli Esteri e della Difesa, Federica Mogherini e Roberta Pinotti, dovranno informare le commissioni parlamentari “della modalità d’impiego dei finanziamenti” relativi alla stipulazione dei contratti di assicurazione e di trasporto e alla realizzazione di infrastrutture, attinenti alle missioni internazionali contenute nel dl Missioni.

SOLDI RIFUGIATI ANCHE PER TUTELA ANZIANI E STOP EBOLA Le risorse stanziate (34,8 milioni di euro per il secondo semestre 2014) per il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione e dei rifugiati dovranno essere impiegate non solo per programmi di tutela delle donne e di promozione dei diritti dei minori ma anche per la tutela degli anziani e per il contrato del visus Ebola. Il ministro degli Esteri dovrà poi pubblicare online le informazioni “specifiche concernenti i singoli progetti di cooperazione” e i risultati ottenuti.

ANTIPIRATERIA? VALUTARE IN BASE A VICENDA MARÒ “La partecipazione dell’Italia” alle missioni antipirateria dell’Unione europea “sarà valutata in relazione degli sviluppi della vicenda” dei marò, i due fucilieri di marina italiani detenuti in India.

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